In questa puntata di Amsicora trattiamo il tema del falso storico, attraverso un caso emblematico che riguarda da vicino la storiografia dell’Isola. Con noi, il professor Stefano Pira, docente di Storia moderna e Storia della Sardegna presso l’Università di Cagliari. L’argomento al centro di questo episodio sono le Carte di Arborea, una raccolta di documenti di grande interesse storico, rivelatesi poi essere un falso.
Le Carte d’Arborea rappresentano uno dei più clamorosi falsi documentari della storia sarda. La loro vicenda ebbe inizio nel 1845, quando a Cagliari – nel panorama del neonato interesse per l’archivistica – cominciarono a circolare antichi manoscritti e pergamene. Questi scritti erano attribuiti al periodo medievale e presumibilmente provenienti dagli archivi dei giudici d’Arborea.
I documenti contenevano cronache, poesie, testi giuridici e racconti che descrivevano una Sardegna medievale ricca di cultura, indipendente e caratterizzata da una vivace tradizione letteraria. Il loro contenuto suscitò grande entusiasmo tra studiosi e intellettuali, che videro in quelle testimonianze la possibilità di colmare importanti lacune nella storia dell’isola.

Per decenni le Carte furono considerate autentiche – sia dagli intellettuali sardi, sia da molti intellettuali nazionali – fino a quando, nel 1870, una commissione dell’Accademia delle Scienze di Berlino, presieduta dal celebre storico Theodor Mommsen, ne dichiarò definitivamente la falsità.
Dietro questa elaborata impostura si ritiene vi fosse soprattutto l’archivista Ignazio Pillito, insieme ad altri possibili collaboratori.
Un programma a cura di Flavio Soriga.