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Cosa fare in Sardegna in Autunno? Cinque proposte per te

today4 Novembre 2026

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Sardegna in autunno: 5 cose da fare tra foliage, borghi, vino novello, olio nuovo e mare fuori stagione

Dai castagneti della Barbagia ai borghi dell’interno, dalle degustazioni nelle cantine alle visite nei frantoi, fino alle passeggiate sulle spiagge deserte. Cinque esperienze per scoprire la Sardegna in autunno, tra natura, cultura, enogastronomia e paesaggi.

La Sardegna non è soltanto una destinazione estiva. L’autunno è uno dei periodi più interessanti per scoprire l’isola, soprattutto lontano dalle località più frequentate durante l’estate. Le temperature più miti favoriscono le escursioni, i boschi cambiano colore e nei paesi dell’interno tornano le feste legate alle tradizioni e ai prodotti della stagione.

Tra ottobre e novembre è tempo di castagne, funghi, vino novello e olio nuovo. È anche il momento ideale per visitare i piccoli borghi, conoscere le produzioni locali e scoprire un volto della Sardegna diverso da quello delle vacanze estive. E sulle coste le spiagge, finalmente libere dall’affollamento, offrono un altro modo di vivere il mare.

Cosa fare in Sardegna in autunno? Ecco cinque esperienze da non perdere, con i luoghi da visitare, i periodi migliori e alcuni consigli per organizzare una gita fuori porta.

1. Ammirare il foliage e percorrere i sentieri dei castagni di Belvì

Non serve andare in Canada o nel Nord Europa per ammirare il foliage. Anche in Sardegna, tra ottobre e novembre, i boschi si colorano di giallo, arancione, rosso e marrone, regalando paesaggi molto diversi da quelli delle coste estive.

Uno dei territori più interessanti è la Barbagia di Belvì, ai piedi del Gennargentu, dove castagni, noccioli e querce creano scenari particolarmente suggestivi.

A Belvì, piccolo centro immerso nei boschi, l’autunno è il periodo ideale per percorrere i sentieri dei castagni. I percorsi attraversano aree ricoperte di foglie e ricci, tra alberi secolari e antiche zone di raccolta. Un paesaggio strettamente legato all’economia delle comunità montane, dove per generazioni le castagne hanno rappresentato una risorsa importante.

La passeggiata può essere abbinata a una visita del paese e alla scoperta dei dolci tradizionali, come i caschettes, preparati con nocciole e miele.

Per ammirare il foliage ci sono anche altri luoghi da conoscere: i boschi di Aritzo, Desulo e Tonara, la foresta di Montarbu a Seui e Badde Salighes, nel territorio di Bolotana, dove la storica Villa Piercy è circondata da un patrimonio botanico particolarmente interessante.

Quando andare: dalla seconda metà di ottobre a novembre, tenendo conto che il cambiamento di colore delle foglie varia in base al clima e all’altitudine.

2. Scoprire i borghi della Sardegna tra tradizioni, storia e sapori locali

L’autunno è uno dei periodi migliori per visitare i borghi della Sardegna, soprattutto quelli dell’interno, dove le temperature più fresche e il calendario delle feste popolari offrono numerose occasioni per organizzare una gita fuori porta.

Tra vicoli in pietra, case tradizionali, botteghe artigiane e antiche cantine, i piccoli centri raccontano un volto dell’isola che conserva ancora un forte legame con la propria identità.

Uno degli appuntamenti più importanti della stagione è Autunno in Barbagia, la manifestazione che ogni fine settimana porta i visitatori alla scoperta dei paesi del Nuorese. Le cortes, le antiche case e i laboratori artigiani aprono le porte al pubblico, proponendo degustazioni, dimostrazioni delle lavorazioni tradizionali e incontri con le comunità locali.

Tra le mete da scoprire ci sono Mamoiada, famosa per le maschere dei Mamuthones e Issohadores, Orgosolo con i suoi murales, Oliena, conosciuta per il vino Nepente, e Atzara, con il suo patrimonio artistico e le tradizioni legate alla viticoltura.

In Ogliastra meritano una visita Ulassai, il paese di Maria Lai, con i suoi musei e le opere d’arte diffuse, e Seui, caratterizzato da un centro storico ricco di testimonianze del passato.

Ma i borghi da scoprire sono numerosi anche nel resto dell’isola: da Bosa, con le case colorate affacciate sul Temo, a Castelsardo, fino a Carloforte, sull’isola di San Pietro, dove la cultura tabarchina racconta una storia particolare di incontri e migrazioni.

Quando andare: da settembre a novembre, soprattutto nei fine settimana, consultando i calendari di Autunno in Barbagia e delle manifestazioni locali.

3. Visitare le cantine e assaggiare il vino novello

L’autunno in Sardegna è anche la stagione della vendemmia e del vino nuovo. Tra settembre e novembre, le cantine diventano una meta ideale per chi vuole conoscere le tradizioni vitivinicole dell’isola, incontrare i produttori e partecipare a degustazioni.

Uno dei protagonisti di questo periodo è il vino novello, ottenuto attraverso particolari tecniche di vinificazione e caratterizzato generalmente da profumi fruttati, freschezza e una struttura leggera. In Italia può essere commercializzato a partire dal 30 ottobre.

Visitare una cantina in autunno permette di scoprire come nasce il vino, conoscere le diverse fasi della produzione e assaggiare le nuove annate, spesso accompagnate da prodotti tipici del territorio.

In Sardegna le possibilità sono numerose. Nel Mandrolisai, tra Sorgono, Atzara e Meana Sardo, la tradizione vitivinicola è strettamente legata al paesaggio collinare e alla coltivazione della vite. Qui si possono scoprire vini che raccontano un territorio dalla forte identità.

Nel Parteolla, tra Serdiana e Dolianova, si concentrano importanti aziende vinicole che propongono visite e degustazioni. In Gallura, invece, il protagonista è il Vermentino, mentre nell’Algherese le cantine permettono di conoscere alcune delle produzioni più conosciute dell’isola.

Anche Ogliastra, Sulcis e Oristanese offrono itinerari enogastronomici interessanti, tra Cannonau, Carignano, Vernaccia e altri vini del territorio.

La visita può diventare l’occasione per trascorrere una giornata tra vigneti, piccoli borghi e aziende agricole, alla scoperta della cultura del vino e delle specialità gastronomiche locali.

Quando andare: tra ottobre e novembre per le esperienze legate alla vendemmia, al vino nuovo e al novello. Le degustazioni e le visite in cantina sono disponibili anche negli altri mesi, generalmente su prenotazione. Non tutte le aziende producono vino novello, quindi è consigliabile verificare prima della visita.

4. Scoprire l’olioturismo: dalla raccolta delle olive all’assaggio dell’olio nuovo

L’autunno è anche la stagione della raccolta delle olive e della produzione dell’olio nuovo. In Sardegna è il periodo ideale per scoprire il mondo dell’olioturismo, un’esperienza che permette di conoscere da vicino il lavoro negli oliveti e nei frantoi.

Le attività possono comprendere passeggiate tra gli ulivi, dimostrazioni della raccolta, visite ai frantoi durante la molitura e degustazioni guidate di olio extravergine, spesso accompagnate da pane e altri prodotti tipici.

L’esperienza offre l’occasione per conoscere le caratteristiche degli oli sardi, imparare a distinguere profumi e sapori e incontrare i produttori.

Tra i territori con una lunga tradizione olivicola ci sono il Parteolla, la Marmilla, l’Oristanese e l’Ogliastra, dove gli uliveti sono parte integrante del paesaggio agricolo.

Quando andare: tra ottobre e dicembre, secondo i tempi della raccolta. Le visite ai frantoi e alle aziende agricole vanno generalmente concordate con i produttori.

5. Scoprire le spiagge e il mare della Sardegna fuori stagione

L’autunno è anche uno dei periodi migliori per scoprire il mare della Sardegna senza l’affollamento estivo. Le spiagge tornano silenziose, gli stabilimenti balneari lasciano spazio agli arenili liberi e le temperature, soprattutto nelle giornate soleggiate, permettono ancora lunghe passeggiate sulla costa.

E in alcune giornate particolarmente miti, per i più coraggiosi, c’è anche la possibilità di fare il bagno. Ma il mare fuori stagione non è soltanto questo: è un’occasione per osservare i paesaggi costieri con calma, dedicarsi alla fotografia, camminare lungo i sentieri panoramici e scoprire luoghi spesso molto frequentati durante l’estate.

Nel sud dell’isola, le spiagge di Chia, Tuerredda e Porto Giunco, a Villasimius, sono mete ideali per una passeggiata tra sabbia, dune e macchia mediterranea.

Sulla costa occidentale, Is Arutas e Mari Ermi, nella penisola del Sinis, offrono scenari particolarmente suggestivi, soprattutto quando il maestrale agita il mare.

In Ogliastra e nel Golfo di Orosei si possono visitare le spiagge di Orrì, Cea e Cala Fuili, quest’ultima raggiungibile attraverso una scalinata immersa nella vegetazione.

E nel nord della Sardegna, La Pelosa di Stintino, affollatissima durante l’estate, diventa una destinazione da scoprire anche in bassa stagione, quando è possibile apprezzare meglio il paesaggio e la vista sulla torre aragonese.

L’autunno permette inoltre di abbinare una giornata al mare alla visita dei borghi costieri, dei siti archeologici e dei centri storici, contribuendo a scoprire un altro volto del turismo nell’isola.

Quando andare: ottobre e novembre, preferendo le giornate di bel tempo e controllando le previsioni meteorologiche e le condizioni del mare, soprattutto prima di percorrere sentieri costieri.

Perché visitare la Sardegna in Autunno?

La Sardegna in autunno offre dunque tante possibilità per organizzare una giornata o un fine settimana fuori porta. Dai boschi della Barbagia ai borghi dell’interno, dalle cantine ai frantoi, fino alle spiagge meno frequentate, è una stagione che permette di scoprire il territorio con ritmi diversi, valorizzando le tradizioni, i prodotti locali e il patrimonio naturale dell’isola.


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