In questo episodio di Europa: dai fondi alle idee, continuiamo a seguire l’educational tour proposto dall’organizzazione della Borsa Internazionale del Turismo UNESCO. Nell’ambito della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale sardo – a cui si sono aggiunti un grande numero di beni materiali – proseguiamo la nostra visita alla necropoli di Sant’Andrea Priu.
Questo tesoro dell’archeologia isolana è entrato nella lista dei siti Patrimonio UNESCO, assieme ad altre Domus de Janas.
Nel corso della puntata, ci confrontiamo con Nadia Canu, funzionario della soprintendenza di Sassari e Nuoro, e con Nanda Sias, guida turistica e socia della cooperativa “Costaval”.
Situata nel territorio di Bonorva, in provincia di Sassari, è uno dei complessi archeologici dell’isola più conosciuti.
Il sito è composto da circa venti tombe ipogeiche o domus de janas. Si tratta di ambienti funerari scavati direttamente nella trachite, risalenti principalmente al IV e III millennio a.C., durante il Neolitico. Queste tombe venivano utilizzate per le sepolture collettive e riproducevano, attraverso decorazioni e particolari architettonici, le abitazioni dei vivi. Una teoria è che ciò servisse per rappresentare simbolicamente la dimora dei defunti nell’aldilà.

Tra le sepolture più importanti spicca la Tomba del Capo, una delle più grandi del Mediterraneo, composta da diciotto ambienti comunicanti tra loro. Di particolare interesse sono anche la Tomba a capanna circolare e la Tomba a camera, caratterizzate da soffitti scolpiti che riproducono le coperture delle antiche abitazioni preistoriche.
In epoca romana e successivamente bizantina, alcune tombe furono riutilizzate e trasformate in luoghi di culto cristiani. In particolare, la Tomba del Capo venne convertita in una chiesa rupestre dedicata a Sant’Andrea, arricchita da preziosi affreschi raffiguranti scene e personaggi della tradizione cristiana.
Nel 2025, il sito è stato inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità, insieme ad altre necropoli delle domus de janas della Sardegna
Un programma a cura di Leyla Manunza.