L’iniziativa comprende i comuni di Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Iglesias, Oristano e Sassari ed è dedicata alla valorizzazione a fini turistici del patrimonio storico ospitato da queste città, nell’ottica del turismo culturale. A questo fine, al progetto sono stati destinati 30 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per gli interventi nei centri storici.
Le Città Regie della Sardegna
Con Città Regie della Sardegna, si intendono sette comuni che ottennero il titolo di città durante le dominazioni aragonese, spagnola e sabauda. Tra il 1327 e il 1501 furono riconosciute come città regie Iglesias, Cagliari, Sassari, Castelsardo, Oristano, Bosa e Alghero.
La caratteristica principale di questi centri era la dipendenza diretta dal sovrano: i comuni – infatti – non erano amministrati da un feudatario, bensì da consigli elettivi, e godevano di privilegi fiscali, amministrativi e politici.
Per via di questo status, ogni città ebbe una storia particolare: Iglesias difese a lungo la propria autonomia dall’infeudazione. Cagliari divenne il principale centro politico e amministrativo dell’isola. Sassari esercitò importanti poteri sulla Nurra. Castelsardo ebbe un ruolo strategico militare. Oristano passò dall’eredità del giudicato d’Arborea al controllo diretto della Corona. Bosa mantenne particolari privilegi commerciali. Alghero, ripopolata dai catalani, conservò una forte identità linguistica e culturale.
Con l’arrivo dei Savoia, i privilegi delle città regie persero progressivamente valore. Dopo l’abolizione del feudalesimo, il titolo di città rimase soprattutto onorifico e fu esteso anche a Tempio Pausania, Ozieri e Nuoro.
Un programma a cura di Leyla Manunza.