“Ehi Google, perché non mi rispondi subito?”. Poi, con un rimprovero divertito rivolto all’assistente vocale: “Eh, ma allora via”.
Francesca Franzini ha 104 anni e continua a sorprendere per la sua lucidità, l’ironia e una memoria vivissima. Seduta con lo smartphone tra le mani, dialoga con Google Assistant, commenta le sue risposte e ripercorre un secolo di vita segnato dalla guerra, dai sacrifici e dalla famiglia.
Nata da genitori di origine napoletana, Francesca cresce a Carloforte, sull’isola di San Pietro. “Ho vissuto il periodo fascista”, ricorda. “A scuola si facevano i compiti sotto la guida dei comandanti fascisti, ma noi eravamo ragazzini e a casa mia di politica zero”.
Durante la guerra si trasferisce a Cagliari per proseguire gli studi. È qui che incontra l’uomo che diventerà suo marito. “Io non uscivo mai, lui era in convalescenza nella stessa casa. Si ascoltava la radio, si chiacchierava, si mangiava insieme. Piano piano ci siamo innamorati”.
Nel 1943 Francesca vive in prima persona anche i bombardamenti che colpiscono il capoluogo. “Ho visto le fortezze volanti sopra la testa mentre correvo verso il rifugio. Quella notte abbiamo fatto la valigia e siamo tornati a Carloforte”.
Dal matrimonio nascono quattro figli. Rimasta presto sola, Francesca affronta le difficoltà della vita senza tirarsi indietro: manda avanti la famiglia e si occupa anche del negozio di stoffe. Oggi è circondata dall’affetto di nipoti e pronipoti, ma non ha perso l’interesse per ciò che accade nel mondo e continua a seguire l’attualità attraverso la radio.
Le notizie, però, non sempre riescono a strapparle un sorriso. Anzi, spesso la amareggiano: “Sento ragazzini di 12 anni che ammazzano i compagni, ragazzi che vanno a scuola con i coltelli in tasca. Io chiudo l’apparecchio. Tante cose brutte sono successe anche prima, è vero. Ma i bambini non erano coinvolti così come oggi”.
A 104 anni, Francesca guarda dunque al presente con la curiosità di chi non ha mai smesso di imparare, ma anche con lo sguardo di chi ha attraversato un secolo di profondi cambiamenti. Dalla radio dei tempi della guerra allo smartphone con cui oggi dialoga con l’intelligenza artificiale, la tecnologia è cambiata radicalmente. Lei, invece, conserva intatta la voglia di capire, ricordare e, quando serve, anche di scherzare.