In questo appuntamento di Per Illoi Per Illai visitiamo il Museo del Carbone di Serbariu.
La Dottoressa Loredana Marzeddu ci illustra il grande tema della rivoluzione industriale nel Sulcis.
Il racconto ripercorre la nascita del bacino carbonifero, lo sviluppo dell’industria estrattiva e il ruolo economico e sociale che le miniere hanno avuto nella storia contemporanea della Sardegna.

Un territorio ricco di risorse minerarie, il Sulcis è stato sfruttato per secoli per la sua abbondanza di argento, piombo, carbone ed altri minerali preziosi. Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, l’attività di estrazione dai giacimenti raggiunse il suo sviluppo massimo, con una vera e propria rivoluzione industriale che segnò profondamente il territorio, la sua economia e le vite delle persone che abitavano questi luoghi.
Le miniere del Sulcis richiamarono numerosi lavoratori, provenienti sia dai paesi vicini sia da altre zone della Sardegna. Intorno agli impianti minerari sorsero nuovi villaggi e strutture destinate ai minatori e alle loro famiglie, come abitazioni, scuole, ospedali e servizi. L’esempio più esplicito di questa storia è Carbonia: fondata nel 1938 durante il periodo fascista proprio per sostenere lo sfruttamento dei giacimenti carboniferi, la città fu progettata secondo criteri moderni e divenne uno dei principali centri minerari della Sardegna.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l’importanza del carbone iniziò a diminuire per l’adozione di altre fonti energetiche, come il petrolio. Molte miniere entrarono progressivamente in crisi fino alla chiusura. Questa trasformazione provocò disoccupazione e difficoltà economiche, lasciando profonde conseguenze sul territorio.
Un programma a cura di Enrico Putzolu.