2026

POV: Lollove, un paese maledetto in Sardegna

today4 Novembre 2026

Sfondo
share close

La maledizione di Lollove

 

Sapevi che in Sardegna esiste un paese maledetto?

Ci troviamo a Lollove, un piccolo borgo a pochi chilometri da Nuoro. Un paesello caratteristico fatto di case minute e strade strette, lastricate di pietra. Il solo suono percepibile nell’aria è il frusciare del vento, che attraversa gli alberi secolari e soffia tra gli spifferi qua e là, dove i muri di granito delle abitazione hanno lentamente ceduto al tempo.

Ogni angolo del borgo racconta una storia propria, di cui per le vie sono sparse tracce flebili. Dei segni su un vecchio portone in legno, un’inferriata ormai arrugginita, curvata dai secoli ma non piegata nello spirito, che continua a presidiare qualcosa. Più in là ciò che resta di un piccolo orto, che un tempo ospitava chissà quali erbe e piante.

Fuori dal centro abitato sorge una chiesetta rurale. Non la introduce un viale alberato o un grande spazio aperto, non si staglia alta, come si ergono tipicamente i santuari. Pare quasi celarsi, timorosa, tra le casupole e i viottoli grezzi.

Questo luogo è protagonista di una superstizione vecchia quasi sei secoli. Un racconto oscuro che ancora oggi mette i brividi.

Le streghe e la maledizione di Lollove

Una leggenda popolare racconta che nel Cinquecento, accanto alla minuta chiesa di Santa Maria Maddalena vivessero alcune suore francescane. Il loro proposito era preservare e diffondere la fede cristiana, in una terra in cui ancora sopravvivevano riti e culti pagani, tramandati da tempi ancestrali.

La storia vuole che i paesani cominciarono a sospettare che queste si fossero innamorate di alcuni pastori della zona. Le voci iniziarono a diffondersi, a correre veloci di casa in casa. I mormorii divennero – a prescindere dalla verità – fatto e scandalo. Le suore vennero cacciate dal borgo, costrette ad abbandonare la loro missione.

Prima di andarsene, le monache si voltarono per un’ultima volta. Davanti al profilo del piccolo paese pronunciarono una frase evocativa, che sarebbe rimasta nelle cronache per i secoli a venire: “Lollove as a esser chei s’abba ‘e su mare: no as a crescher, nen a parescher mai.”

Lollove sarà come l’acqua del mare: non crescerà e non morirà mai.

Una storia fantastica o una leggenda con un fondo di verità?

Quello delle suore è con tutta probabilità un racconto di fantasia. Ad onor del vero, però, le parole delle religiose non corrispondono al falso: dal Cinquecento ad oggi, il borgo di Lollove è rimasto pressoché immutato.

Se diversi paesi della zona sono scomparsi, erosi dal tempo, Lollove continua ad esistere e resistere. Non è mai cresciuto in un comune più grande, ma allo stesso tempo non è mai stato abbandonato dalle poche vite che ancora lo popolano.

Il paese e le sue atmosfere sono stati scelti da Grazia Deledda come scenario per il suo romanzo “La madre”. Il racconto di un amore proibito, che pare essere quasi un richiamo a questa storia secolare.

Oggi il borgo è diventato una meta per chi cerca il silenzio, la storia e un luogo capace di far rallentare il tempo. Perché, alla fine, forse le maledizioni non servono a distruggere i luoghi.

Servono a renderli impossibili da dimenticare.

A cura di Giampaolo Livoni.

Guarda la puntata intera di POV: You are in Sardinia QUI.

 


2026POV

ORA IN ONDA