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Villasimius: la Pinna Rudis, un raro e fragile mollusco marino

today20 Luglio 2026

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Nel video, una meravigliosa specie marina sempre più difficile da osservare

@telecostasmeralda

Un nuovo incontro con una delle specie più interessanti del Mediterraneo arriva dai fondali dell’Area Marina Protetta di Villasimius. Il telespettatore Paolo Rigogliosi ha ripreso in video una Pinna rudis, conosciuta anche come nacchera spinosa, un grande mollusco bivalve protetto che vive ancorato al fondale. La Pinna rudis può raggiungere i 25-30 centimetri di lunghezza e si distingue per la conchiglia triangolare, ricoperta da robuste protuberanze che le conferiscono un aspetto ruvido. Vive infissa verticalmente tra fondali rocciosi, sabbiosi e praterie di Posidonia oceanica, dove si ancora grazie ai filamenti di bisso. Spesso viene confusa con la più nota Pinna nobilis, ma è più piccola, ha una conchiglia più robusta e mantiene le tipiche spine anche da adulta. Come tutti i grandi bivalvi filtratori, svolge un ruolo importante per l’ecosistema marino: depura l’acqua trattenendo le particelle in sospensione e offre rifugio a numerosi piccoli organismi. Negli ultimi anni anche la Pinna rudis ha registrato un forte calo delle popolazioni nel Mediterraneo, a causa del degrado degli habitat e della diffusione di patogeni che hanno colpito duramente anche la Pinna nobilis. Per questo è una specie rigorosamente protetta: la raccolta, il danneggiamento e la commercializzazione sono vietati dalla normativa nazionale e da accordi internazionali. Il video realizzato a Villasimius rappresenta quindi una preziosa testimonianza della biodiversità custodita dall’Area Marina Protetta e ricorda l’importanza di conservare habitat delicati come le praterie di Posidonia, fondamentali per la sopravvivenza di numerose specie del Mediterraneo. #telecostasmeralda #pinnarudis #areamarinaprotettavillasimius #snorkelingsardegna

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Un incontro speciale, con una delle specie più interessanti e ormai rare del Mar Mediterraneo. Ci troviamo nei fondali dell’Area Marina Protetta di Villasimius: in un video di Paolo Rigogliosi compare la Pinna Rudis (o nacchera spinosa). Un grande mollusco bivalve, può raggiungere i 25 – 30 cm di lunghezza e possiede due parti calcaree bruno – rossastre di forma triangolare o cuneiforme. Dalla conchiglia protrudono squame sporgenti disposte in file regolari, che conferiscono all’animale un aspetto ruvido.
Il mollusco bivalve Pinna Rudis, in una fotografia di Diego Delso.
Il mollusco bivalve Pinna Rudis, in una fotografia di Diego Delso.
La Pinna Rudis vive ancorata verticalmente al fondale marino, ancorandosi al substrato roccioso o a sedimenti compatti attraverso il bisso, un filamento secreto dall’estremità anteriore della conchiglia. Viene confusa spesso con la Pinna Nobilis, una “cugina maggiore” e – come quasi tutti i bivalvi, compresa la Nobilis – è un organismo filtratore. La Pinna Rudis, infatti, aspira acqua all’interno della propria conchiglia e, dopo averla filtrata con le ctenidi (branchie) la espelle all’esterno. Sfortunatamente, questo organismo straordinario è una specie a rischio. La popolazione di Pinna Rudis, infatti, ha registrato una forte decrescita nel Mar Mediterraneo. La pesca incontrollata, l’inquinamento marino e la diffusione di malattie ittiche hanno infierito pesantemente sui numeri di questa creatura, che è attualmente una specie strettamente protetta: la raccolta, il danneggiamento e la commercializzazione sono vietati dalla normativa nazionale e da accordi internazionali.

Il Bisso di Pinna Rudis – la seta del mare della tradizione sarda

Dalle secrezioni dei grande bivalvi come la Pinna Rudis, si ricava un tessuto prezioso e antico: il bisso. Un materiale pregiato, di valore elevatissimo e unico al mondo, con cui già in antichità si realizzavano abiti e vesti per gli individui più rilevanti e facoltosi. Impiegata ampiamente nel bacino del Mediterraneo, questa seta marina consente di realizzare prodotti leggeri, trasparenti e di altissima qualità.
Il tessuto di Bisso, lavorato dalla Maestra Chiara Vigo. Una foto di Giulio Gigante
La creazione del bisso comincia con la raccolta della bava di mollusco, generalmente la Pinna Nobilis. Pulita e lavorata, la sostanza viene filata rigorosamente a mano ed infine tessuta in indumenti o arredi meravigliosi. Al giorno d’oggi, la produzione di questo materiale prezioso è pressoché scomparsa. La lavorazione e la filatura delle secrezioni è un processo estremamente delicato e complesso e la materia prima scarseggia, per la condizione a rischio della specie e le normative che la tutelano. Attualmente, l’unica maestra vivente di questa tradizione millenaria è Chiara Vigo. La tessitrice vive a Sant’Antioco, dove continua a lavorare il bisso maneggiando con riguardo i fragili molluschi che lo producono.

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